01.11.2010
La donna, il lavoro, la quotidianità, il suo vestire… I mass media mediano tutto, talvolta mediocremente. Andando troppo diritti si rischia di andare fuori strada; anche i gusti del consumo di massa hanno salite e discese e curve a gomito… Non esiste una donna media dunque, una sola donna che lavora, ma si identificano almeno due tipi, diversissimi di donne attive: l’impiegata e la manager. Due pianeti diversi, due mentalità lontane e talvolta opposte. L’ultima inchiesta sull’argomento, condotta da una multinazionale del marketing e della pubblicità, è molto esplicita, e neanche tanto tenera. La donna manager è aggressiva, arrivista, egocentrica, perfezionista. Per fortuna , almeno esteticamente non è una donna viriloide e mette invece volentieri in mostra, una volta arrivata, la sua femminilità. Importantissimo per la donna “in carriera” è soprattutto il look. Vestiti, fisico, comportamento: il perfezionismo non consente sbavature, soprattutto agli inizi. Poi sarà consentito, dopo aver vinto le diffidenze e le resistenze maschili, ammorbidire l’atteggiamento e rilassandosi lasciare spazio a un po’ di femminilità con cui muoversi tra gli uomini convinti e domati. Una vita controllata e finalizzata sin dall’inizio che comporta non solo lucidità ma anche passione per il lavoro. Saltando gli affetti familiari, le piccoli cose ingenue e perditempo, le gioie e le noie della famiglia, gli amori difficili: cose non più adatte alla donna manager, che impegnata nel lavoro, incomincia a giudicare i maschi con cui si è impegnata in competizione sin dall’inizio. Il rapporto donna-manager con l’uomo tende a indurirsi, la professionalità invade anche il campo del privato. Mi deve telefonare a Capri e non sa il prefisso: che uomo è, dove lavora? Al ristorante accetta un conto qualunque e non pretende la fattura: in che azienda vive?… Le perplessità continuano e rafforzano l’egocentrismo della manager: un uomo così non è certo i grado di consigliarmi sul vestire… Il suo look è dunque sempre frutto di scelte personali, decise, motivate: vagamente androgino all’inizio , più morbido e femminile con il progredire del successo e della sicurezza, comunque mai improvvisato. Accanto alla partita della moda, la donna manager è l’altra grande acquirente del pret à porter. Vestiti adatti a tutto il giorno, proposte appropriate per la sera,
sobrietà, eleganza, un tocco di personalizzazione non eccessiva. Le sue preferenze si incanalano sulla scia della fiducia che lei accorda al suo dettagliante: al primo errore però son guai. Un vestito sbagliato, indossato in una riunione causerebbe danni irreparabili. Anche farle la corte non è semplice. Il segno della conquista? Sentirla dire sorridendo, non “grazie per i bei fiori”, ma “grazie per il magnifico tabulato”.G.Bertaso





